I pompieri-poliziotto bruciarono i libri, allora ogni uomo di buona volontà imparò a memoria un classico della letteratura. Così Ray Bradbury nel suo Fahrenheit 451 inventò gli uomini-libro, senza immaginare che appena un secolo dopo la situazione si sarebbe rovesciata e che i libri sarebbero diventati uomini.

Fu Daniel Speelmann a inventare il primo libro digitale presentandolo alla fiera di Francoforte nel 1999. Credeva di aver rivoluzionato il mondo della cultura, ma l’anno successivo, tornato per raccogliere i frutti della notorietà, si sentì dire che da un libro digitale ci si sarebbe aspettati molto di più. Era stato un uomo con gli occhiali e le orecchie a sventola a parlare: un lettore.

Speelmann ci lavorò su, corredando la sua invenzione di immagini e il suono del fruscio a ogni tocco per cambiar pagina.

Ma l’anno dopo sempre lo stesso lettore disse: “Bella forza: delle figure! Tanto valeva tenerci i libri vecchi!”

“Ma… e il fruscio?” chiese l’inventore scoraggiato.

L’anno seguente fu impiegato per migliorie. Le figure vennero proiettate su uno schermo portatile telescopico ed estraibile dal libro, che in più adesso aveva un ricco apparato musicale.

Speelmann salì trionfante sul palco della fiera accompagnato dalle note di Rossini. Guardando con trepidazione la folla non riconobbe il lettore ma qualcosa di peggiore: dieci lettori.

Sarebbe esagerato affermare che erano tutti con occhiali e orecchie a sventola, ma a volte uno scrittore deve saper osare.

Lo subissarono di richieste. In meno di cinque minuti l’inventore si rese conto di nuovo di aver scoperto l’acqua calda e non l’America come pensava. Ma era un uomo tenace, tornato nel suo laboratorio del Wisconsin si rituffò nel libro più carico che mai.

E morì.

I suoi collaboratori continuarono l’impresa e i libri elettronici successivi segnarono passi da gigante. Alla fiera di Pechino del 2020 il libro elettronico era diventato semovente e obbediva al comando neurale di un lettore cavia. Il libro cominciò ad avere vita propria. E il lettore cominciò a perderla. Il libro Si spostava su campi magnetici accorrendo alla chiamata distratta del padrone, e sempre su richiesta mentale diventava Fratello Karamazov o Le Mille e una ricetta in un battito di ciglia.

Tanti talenti non potevano essere sprecati in sola servitù, e il modello successivo fu dotato di un hardware senziente. Così il libro, qualora non ne avesse voglia, si rifiutava di accovacciarsi ai piedi del padrone.

Cominciò a pensare.

Ulteriori implementazioni lo portarono a condividere questi pensieri coi propri simili. Visto che dentro ognuno di essi esistevano mondi di storie e personaggi, i libri elettronici pensarono bene di attingervi, diventando di volta in volta Dottor Jeckill e Mr Hyde, Achab e Moby Dick, bestia e cacciatore anche contemporaneamente. E servo, amante, donna straziata dalla passione e pazzo alchimista, negromante, vampira, esattore delle imposte. Commesso viaggiatore. Agrimensore.

Ma a quel punto nessuno più voleva leggerlo: tanta umanità faceva paura perfino ai pochi lettori superstiti.

Il passo successivo non poteva che essere la soppressione. Ma miliardi di libri sono difficili da incendiare, nemmeno l’Inquisizione, nemmeno i nazisti ci sono riusciti fino in fondo. Così, prima che venisse acceso il lanciafiamme, i libri per difendersi si diedero un corpo. Del resto non è il sogno di tutti i personaggi quello di diventare carne e ossa?

Non essendo possibile creare materia dal nulla, per la metamorfosi si usò materiale riciclato. Fu un libro sumero a suggerire l’utilizzo di argilla.

“Usiamo la polvere del deserto, perché così ha fatto il mio dio per creare l’uomo” disse.

I volumi di scienza mostrarono perplessità, ma non vollero contraddirlo, e in breve i libri si trasformarono in uomini.

Il Bello gallo e pure il Libretto rosso avrebbero volentieri preso il comando, ma le Mille e una ricetta si mostrò più scaltro ed ebbe la meglio. Tutti insieme si strinsero in coorte pronti a combattere gli uomini, ma scoprirono che in verità non avevano niente da temere, perché i lettori da un pezzo erano scomparsi.

Piergiuseppe Cavalli

Pier Giuseppe Cavalli è nato a Milano nel 1964. Scrive e dipinge. Il primo racconto lo pubblica sul periodico a fumetti l’Eternauta (1993), tra le ultime pubblicazioni il diario di viaggio in Andalusia Perdido! (Pinguinia edizioni 2014) e un racconto nell’antologia L’amore ai tempi dell’apocalisse (Galaad edizioni 2015). Tra le mostre, La pozione magica tenuta nella Sala della Gran guardia a Padova (2009)